vi riporto un articolo preso da elpais quotidiano spagnolo che da delle informazioni su un censimento dei rom in Italia che dà per gonviate le cifre espresse dal nostro governo,sindaco di Roma e Milano.
Scusate gli errori di traduzione.
Nella provincia di Roma, la Croce Rossa ha identificato fino ad ora 2.200 cittadini gitani in 30 accampamenti illegali. A Milano, la polizia ha timbrato il cartellino a 1.500 in campi autorizzati. A Napoli i conti del Governo sommano appena 1.200. Ad un mese di essere completato, la chiamata Censisco Maroni sembra ribassare molto la portata di chiocciata la "emergenza gitana."
A FONDO
Dietro le critiche, la presa di orme digitali si è diminuita al minimo
I gitani si sembrano essersi sfumato improvvisamente. Secondo il presidente di Croce Rossa a Roma, Fernando Capuano, "le prime cifre che si diedero, sinceramente, erano gonfiate, pensavamo che c'erano 12.000 ed ora non crediamo che ci siano più di 6.000."
Secondo l'ONG Everyone che lavora coi gitani a Milano, la ragione è un'altra: "La persecuzione sistematica delle autorità è riuscita il suo obiettivo, molti gitani si sono spaventati e hanno deciso di andare via.
Spagna, Francia, Germania o perfino il ritorno alla Romania sono i destini eletti. Nikole Vankuta, di 29 anni, rumeno, testa di una famiglia di sette persone, conta per telefono da Milano che stanno preparando tutto per andare via alla Spagna. "Qui non si può stare", dice. Non ci sono lavoro né denaro, abbiamo problemi con la polizia tutto il tempo. La Spagna è più tranquillo. Abbiamo compaesani in Torrevieja, a Madrid, a Castellón, e lì non passa quello che qui."
Benché sia molto difficile determinare quanto romaníes sono partiti, quello che sembra chiaro è che i rumeni stanno andando via in massa. Stanno andando via tutti, devono rimanere solo già 6.000 o 7.000", calcola Nico Grancea, un rumeno traforai che vive in Pesaro. I "miei suoceri andarono in primo luogo in Spagna ed ora stanno in Francia. Qui la pressione è insopportabile."
Roberto Malini, responsabile di Everyone, calcola che il numero di gitani si è diminuito alla metà in poca più di un anno. La ragione, spiega, è che "prima, l'Italia non aveva fatto mai niente per i gitani, li considerava invisibili, ma negli ultimi due anni le istituzioni, le forze dell'ordine e la propaganda dei mezzi si sono uniti contro essi."
La consegna di mano dura continua a segnare giorno per giorno il. Ieri, due famiglie gitane che vivevano vicino a Rimini denunciarono avere ricevuto una bastonata con l'intervento dei finanzieri di Bussolengo. A Roma, il 4 settembre, forze della polizia e l'Esercito smantellarono vari accampamenti nel bordo del Tevere.
Paolo Ciani, dell'organizzazione cattolica Comunità di San Egidio, crede che sia "ancora presto per sapere se c'è stato un esodo massiccio, perché in estate c'è sempre più movimento ed alcuni girano al suo paese per ferie". in ogni caso, Ciani sottolinea che il Governo "diede cifre assolutamente gonfiate, e se ora sono più basse potrà dire che la sua politica repressiva è stata un successo."
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parlò che c'erano 20.000 gitani irregolari a Roma. La Croce Rossa ha identificato solo a 2.200. A Milano, il sindaco, Letizia Moratti, maneggiò cifre di 25.000 persone, ma a giorno di oggi, si sono raccontati solo 1.500 nella città. "Se si confermano quelle cifre, qualcuno deve spiegarlo", dice Ciani. Per che motivo crearono quello fantasma? Chissà per dire ora ai suoi elettori che li hanno gettati"?.
La nota positiva è che dietro la condanna generale alla presa di orme digitali, il meccanismo si sembra c'essere ridotto al minimo. Il presidente della Croce Rossa romana, Fernando Capuano, afferma che i suoi volontari non hanno preso né una sola orma, né ad adulti né bambini. Non è stato necessario perché tutti avevano carte."
Il censimento più trasparente è quello della capitale: nei 30 accampamenti illegali riveduti abitano, dice Capuano, "soprattutto rumeni, seguiti di bosniaci, serbi, sintis italiani, e viandanti. Ci sono 900 minorenni, la maggioranza nati in Italia e con un livello di scolarità molto basso, del 20 percento ". La situazione in quelli campi è di enorme degradazione. Non ci sono acqua né luce", dice Capuano.
Il mito del gitano rumeno si rivela specialmente falso a Napoli. Tra le 1.200 persone censite, ci sono "pochissimi rumeni", secondo il portavoce della Delegazione del Governo. Probabilmente, l'incendio di Ponticelli fu l'invito più efficace all'esilio.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento